Rapidità di misura ed elevata risoluzione spaziale del campionamento.
Sono due dei requisiti fondamentali che una stazione meteo deve possedere per poter  esser utilizzata in mobilità, senza i quali non è possibile rilevare correttamente le rapide variazioni termiche che si incontrano in mobilità.

Lo illustra molto bene una sessione effettuata il 19 ottobre scorso, dove l’alta densità spaziale delle acquisizioni e la velocità di misura di MeteoTracker hanno consentito di acquisire dati che confermano quanto l’area dei Colli Albani (Lazio) sia tra le più termicamente movimentate d’Italia e di identificare con elevata precisione il confine orografico tra l’ambito freddo sottoposto a forte inversione termica (temperatura minima di 1.3 °C e formazione di nubi prossime al suolo, come documentato dalle MeteoPhoto scattate nel corso della sessione) e quello ben più mite immediatamente contiguo (temperatura massima di 13.9 °C).
La visualizzazione su mappa e su grafico della sessione evidenzia come bastino poche decine di metri per avere variazioni di diversi gradi centigradi e come, nel breve volgere di circa 2 km, la differenza di temperatura arrivi a ben 12.3 °C .


In simili contesti termici, molto più frequenti di quanto comunemente si pensi, un sistema di misura non sufficientemente veloce riporterebbe dati del tutto sganciati con la realtà, in quanto il sistema non farebbe in tempo, durante il transito, ad allineare il dato misurato a quello vero. E se il dato vero cambia rapidamente ciò significa mancare l’obiettivo stesso della misura.

Per es., il termometro dell’auto in simili contesti riduce le vere variazioni anche di 5 volte, ossia anziché i 10 °C di reale variazione ne riporterà 2 (come da noi verificato nel corso di questa sessione).
La velocità di misura, quando si parla di temperatura dell’aria, dipende dall’inerzia termica del sistema [sensore + supporto] e dalla ventilazione a cui i sensori sono sottoposti (maggiore è la ventilazione, più rapidamente il sensore si allinea alla temperatura dell’aria).

MeteoTracker può vantare un’elevata velocità di misura perché i due sensori di temperatura (il sistema è differenziale dual-sensor), grazie al sistema brevettato RECS (Radiation Error Correction System), non devono essere racchiusi all’interno di uno schermo solare, il quale oltre che la radiazione ridurrebbe notevolmente anche la ventilazione.

Inoltre, la scheda elettronica in cui sono montati i sensori è stata progettata per essere particolarmente sottile (meno di 1 mm) e dunque con ridotta inerzia termica.

Da qui una rapidità di misura che ci ha consentito di rilevare variazioni di temperatura anche di 10.2 °C in soli 34 secondi (400 m di distanza percorsi a 40 km/h).